Sulla pronuncia di questo termine ci sono discussioni in atto su tutta la rete (come ad esempio su questo blog), la versione più accreditata è «eig'x» (come se pronunciassimo "a-jacks" in inglese). Se la fonetica è in disussione non lo è certamente un fatto: Ajax è la parola del momento.

Il significato dell'acronimo è altrettanto noto: Asynchronous JavaScript And XML. Si tratta di una tecnica basata sulle potenzialità dell'XmlHttpRequest, un oggetto Javascript ormai supportato quasi completamente da tutti i browser più popolari e che consente di effettuare richieste "asincrone" ad un server web. In genere si tratta di richieste di documenti XML.

Possiamo tentare di riassumere il meccanismo della richiesta asincrona così: il browser lancia una richiesta al server e non si ferma ad aspettare la risposta, continua ad eseguire il proprio flusso operativo. Quando finalmente arriva la risposta dal server, viene scatenato un evento e a questo punto il browser ritorna a gestire i dati in arrivo.

Quindi non sarebbe corretto parlare di una vera e propria tecnologia, forse lo è di più definire Ajax una "tecnica" o un "approccio". In ogni caso non c'è da stupirsi se a volte ne sentiamo parlare come di una rivoluzione tecnologica: di fatto ha cambiato il modo di percepire le applicazioni web.

Quello che sta succedendo, infatti, è che le applicazioni web tendono a assorbire sempre più quella rapidità di esecuzione e l'usabilità tipiche della applicazioni stand-alone, ovvero le applicazioni che girano su un certo sistema operativo.

I vantaggi sono moltissimi, primo in assoluto quello della portabilità dello strato di presentazione dell'applicazione. Infatti non importa su quale sistema operativo si stia lavorando perchè usiamo il browser come una vera e propria macchina virtuale. Lo strato di logica dell'applicazione rimane comunque demandato ad uno o più server remoti.

Come tutte le novità (in fondo è poco più di un anno che se ne parla) Ajax ha suscitato consensi e reazioni nell'opinione pubblica in rete: c'è chi sostiene che sia una moda passeggera, chi considera questa tecnica la vera rivoluzione del web e chi dice che «c'era già tutto: gli è stato solo dato un nome!». In realtà quasi tutte le opinioni espresse colgono aspetti reali del fenomeno Ajax.

Ad esempio il trasferimento asincrono di informazioni era usato già prima del conio della parola Ajax, nel febbraio del 2005, si lavorava in questo modo con flash o con tecniche Javascript (con gli IFrame o con lo stesso XmlHttpRequest) e c'è da considerare che il grande successo della tecnica è arrivato sull'onda di applicazioni molto "trendy" come Google suggest o Google Maps.

D'altra parte andando a scavare più a fondo troviamo che il fatto stesso di definire, di dare un nome a questa architettura era importante. Forse c'era bisogno di un nome a fornire quel tanto di ufficialità e di riconoscibilità che serviva a questa tecnica per diventare la risposta ai problemi di molti sviluppatori di applicazioni web.

L'esigenza di avere applicazioni più performanti ed usabili infatti è sempre più emergente e la modalità asincrona di scambio client/server si è rivelata una soluzione vincente.

I più critici sollevano corrette osservazioni in materia di accessibilità, infatti non sempre le applicazioni sviluppate con Ajax risultano accessibili, nonostante gli sforzi fatti da programmatori e progettisti per ovviare a questo inconveniente.

L'interesse intorno ad Ajax è in crescita. Dalla sua nascita continua a raccogliere consensi e ad essere implementata da un numero altrettanto crescente di persone, programmatori, team di sviluppo e grosse software house. Lo dimostra anche la forte competizione per assicurarsi la fetta di mercato dei framework e degli strumenti di sviluppo. Da Java a Visual basic, da PHP a C# fino a Delphi, tutte le piattaforme di programmazione hanno oggi le loro librerie, ed in alcuni casi, ambienti di sviluppo già predisposti per sviluppare applicazioni asincrone.

HTML.it già a tre mesi dall'apparizione dell'acronimo ha seguito le sorti di Ajax, ed in questo speciale continua a raccogliere un crescente numero di risorse per approfondire questa tecnica così semplice e così rivoluzionaria.

Buona lettura.

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